GLIALIA 700MG+70MG 20 BUSTE
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Glialia 700mg+70mg 20 buste

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Glìalia

Alimento a fini medici speciali. Senza: glutine, lattosio, zuccheri.
...
Glìalia è da utilizzare sotto controllo medico in soggetti con
disturbi sostenuti da processi neuroinfiammatori associati a:
eventi ischemici transitori (TIA); stati post-ictali su base
ischemica; stati post-traumatici del SNC; stati di declino
cognitivo (Mild Neurocognitive Disorder - Mild-NCD); demenze in
fase iniziale; parkinsonismi in fase iniziale; malattie infiammatorie
demielinizzanti; malattie del motoneurone; stati di alterazione
dell'umore.
Palmitoiletanolamide
È una sostanza naturale endogena di natura lipidica a struttura
N-aciletanolamidica che nell'organismo ha la funzione di
intervenire fisiologicamente per mantenere l'omeostasi tissutale
intersistemica.
Luteolina
È anch'essa una sostanza naturale appartenente alla famiglia
dei flavoni, dotata di considerevoli e peculiari effetti
antiossidanti.
L'associazione Palmitoiletanolamide e Luteolina in forma
co-ultramicronizzata (ultramicrocomposito PEALUT) permette ai
due principi attivi di esplicare un effetto sinergico nel controllo
della neuroinfiammazione indotta da differenti noxae endogene
ed esogene a carico del Sistema Nervoso Centrale; tale
controllo si esplica mediante la modulazione inibitoria di cellule
non-neuronali - astrociti, microglia, mastociti - normalmente
deputate a garantire l'equilibrio omeodinamico del tessuto
nervoso centrale.

Ingredienti

per 1 busta
Palmitoiletanolamide
700 mg
Luteolina in forma co-ultramicronizzata
(Ultramicrocomposito PEALUT®)
70 mg
Miscela di eccipienti (Sorbitolo, Polisorbato 80,
Saccarosio Palmitato)
500,00 mg
Modalità d'uso
Glìalia microgranuli per uso sublinguale deve essere utilizzato
sotto controllo medico a seguito di eventi acuti associati a
neuroinfiammazione nel SNC (situazioni post-ictali,
post-traumatiche) o, come terapia di attacco, negli stati iniziali di
malattie neurodegenerative tempestivamente diagnosticate; si
consiglia l'assunzione di 2 bustine al giorno per cicli di 20-30
giorni eventualmente ripetuti utilizzando, quando possibile, la via
sublinguale.

Avvertenze e precauzioni di impiego
Usare sotto controllo medico.
Il prodotto non può rappresentare l'unica fonte di nutrimento.
Tenere lontano dalla portata dei bambini al di sotto dei 3 anni.
Interazioni: non evidenziate.
Gravidanza: si sconsiglia la somministrazione del prodotto
durante il periodo di gravidanza accertata o presunta, per
insufficienza di dati adeguati riguardanti l'uso dell'associazione
Palmitoiletanolamide e Luteolina in queste situazioni.
Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchinari:
Palmitoiletanolamide e Luteolina, alle dosi consigliate, non
interferiscono sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di
macchinari.
Effetti indesiderati: non sono stati segnalati effetti indesiderati
anche in seguito a somministrazione per lungo tempo e a
dosaggi elevati della Palmitoiletanolamide, né sono stati
segnalati casi di assuefazione o di dipendenza. Nell'uomo la
somministrazione per 4 mesi di 100 mg/die di Luteolina si è
dimostrata ottimamente tollerata e sicura.
Sovradosaggio: non sono noti casi clinici di sovradosaggio.

Proprietà farmacologiche
Categoria di Autorizzazione Sanitaria (Ministero della salute):
Alimento a Fini Medici Speciali.
Proprietà farmacodinamiche
La Palmitoiletanolamide è una N-aciletanolamide endogena, priva
di effetti psicotropi. Studi preclinici hanno dimostrato che la
Palmitoiletanolamide agisce, in maniera pleiotropica, sui
meccanismi di neuroinfiammazione esplicando un efficace
effetto neuroprotettivo. L'utilizzo di modelli sperimentali
traslazionali ha chiaramente dimostrato che la
Palmitoiletanolamide è in grado di agire sulla neuroinfiammazione
centrale attraverso la modulazione sincronica di cellule
non-neuronali (astrocita, microglia, mastocita) determinando in
tal modo efficace neuroprotezione.
La Luteolina esplica una elevata normalizzazione dello stato
ossidativo locale associato alla neuroinfiammazione nel SNC. I
dati disponibili dimostrano come l'associazione tra
Palmitoiletanolamide e Luteolina, somministrata sotto forma di
ultramicrocomposito. Pealut ottenuto per
co-ultramicronizzazione, risulti altamente sinergica sui
meccanismi della neuroinfiammazione nel SNC.
Meccanismi d'azione
Recenti studi hanno dimostrato che la somministrazione di
Palmitoiletanolamide + Luteolina, sotto forma di ultramicro-
composito Pealut ottenuto per co-ultramicronizzazione nel
rapporto di massa 10:1, aumenta la vitalità cellulare di linee sia
macrofagiche sia astrocitarie sottoposte a stress ossidativo.
L'ultramicrocomposito Pealut inibisce sinergicamente la
perossidazione dei lipidi, le disfunzioni mitocondriali associate
all'apoptosi cellulare, la produzione di ossido nitrico (NO) e
l'espressione degli enzimi inducibili (NO-sintasi e ciclo
ossigenasi-2). Analoghi risultati sono stati osservati in colture
organotipiche di ippocampo danneggiate da frammento proteico
amiloideo Ab1-42. In modelli di ischemia l'ultramicrocomposito
Pealut ha dimostrato di proteggere completamente i neuroni
dalla morte cellulare confermando l'effetto sinergico delle due
molecole nella forma co-ultramicronizzata. Pealut ha dimostrato
la sua efficacia in vivo in modelli di trauma del SNC e di
alterazione dell'umore.

Proprietà farmacocinetiche
Il profilo temporale della Palmitoiletanolamide nel plasma umano
dopo singola assunzione orale di quantità comprese tra 300 e
1200 mg, mostra un aumento dose-dipendente della molecola. Il
picco plasmatico di Palmitoiletanolamide si osserva a un'ora
dall'assunzione; successivamente i livelli plasmatici cominciano
a diminuire e raggiungono il valore basale entro le sei ore. A
un'ora, i livelli plasmatici di Palmitoiletanolamide raddoppiano
rispetto a quelli basali dopo l'assunzione di 300 mg, mentre
aumentano di sette volte dopo l'assunzione di 1200 mg. Studi
sperimentali hanno dimostrato che dopo somministrazione orale
la Palmitoiletanolamide si distribuisce uniformemente nei tessuti;
una percentuale della dose somministrata attraversa la barriera
ematoencefalica e raggiunge i tessuti cerebrali. La Luteolina
libera è stata ritrovata nel plasma sia nell'animale da
esperimento sia nell'uomo, dopo somministrazione orale, a
dimostrazione che una parte della luteolina sfugge alla
degradazione dovuta al primo passaggio epatico, in ogni caso
evitato per somministrazione sublinguale. Nel ratto, dopo
somministrazione orale il picco massimo di Luteolina nel plasma
è raggiunto dopo 1 ora, mentre il picco di escrezione massima
nelle feci e nelle urine avviene intorno alle 8 ore.

Tossicologia e Tollerabilità
Studi di tossicologia hanno dimostrato che la DL/50 della
Palmitoiletanolamide somministrata per via iniettiva
(intraperitoneale) nel cane è superiore a 400 mg/kg, e nel ratto,
dopo somministrazione unica con sonda gastrica, supera i 5000
mg/kg, mentre dopo somministrazione ripetuta sempre per
sonda gastrica, supera i 500 mg/kg/die.
Gli studi clinici effettuati su un numero cospicuo di pazienti
dimostrano l'ottima tollerabilità della Palmitoiletanolamide anche
per dosi molto elevate e l'assenza di variazioni clinicamente
rilevanti degli esami ematologici ed ematochimici effettuati. Studi
tossicologici nel ratto hanno dimostrato che la somministrazione
fino a 1 g/kg di Luteolina non induce effetti tossici. La
somministrazione in cronico di Luteolina alla dose di 23, 48 e 87
mg/kg rispettivamente per 26 settimane, non ha evidenziato
alcun effetto tossico relativo al peso corporeo, agli esami
ematologici, ematochimici e istopatologici effettuati.
Palmitoiletanolamide e embriotossicità: non è stato
evidenziato alcun effetto teratogeno o embriotossico della
Palmitoiletanolamide dopo la somministrazione in gravidanza di
50 mg/kg di peso corporeo per 12 giorni. Inoltre, i neonati da
madri che ricevevano PEA prima del parto e fino a 10 giorni
dopo il parto erano più resistenti alla tossina della Shigella
Shigae. Analogamente, i neonati di madri che ricevevano PEA
dopo il parto, hanno dimostrato una crescente resistenza
evidente già 5 giorni dopo la nascita: questi dati suggeriscono
che le madri possano aver trasferito la PEA ai neonati
attraverso il latte.
Mutagenicità: benché si possa escludere un potenziale
effetto mutageno della Palmitoiletanolamide in quanto già
presente fisiologicamente ?lìalia® nell'organismo dei mammiferi,
la mutagenicità della PEA è stata verificata usando il test Ames,
utilizzando 5 specie mutanti di S. typhimurium (TA
1535-TA1537-TA1538-TA98 e TA 100). Con il test di Ames, la
Palmitoiletanolamide, impiegata a dosaggi compresi tra 10.000 e
1.000 µg/ ml non ha modificato significativamente il numero dei
revertant. Anche la Luteolina al test di Ames, utilizzando
concentazioni comprese tra 12,1 e 225,0 nmoli/ml, non ha
mostrato effetti mutageni.
Palmitoiletanolamide e tollerabilità gastrica: la
somministrazione orale di Palmitoiletanolamide alla dose di
50mg/kg (dose approssimativamente 5 volte più alta rispetto alla
dose attiva), e alla dose di 10 mg/kg in somministrazioni ripetute
per 5 giorni non induce formazione di ulcere. Inoltre, se
somministrata alla dose di 50 mg/kg contemporaneamente a
diclofenac 15 mg/kg, dosaggio noto per indurre lesioni
gastriche, la PEA diminuisce il potenziale ulcerogenico dei
FANS, abbassando il numero di animali che sviluppano
ulcerazioni e mitigando l'eventuale danno.

Conservazione
Conservare a temperatura ambiente.

Formato
Confezione da 20 bustine termosaldate.

Cod. 8060
[EAN: 8031359080605]